Adhd deficit di Attenzione Iperattività: Intervento multimodale

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Pietre in equilibrio
Adhd deficit di Attenzione Iperattività: Intervento multimodale

Molti studiosi sostengono che per ottenere la maggior efficacia sia necessario combinare i diversi interventi ( terapia farmacologica e intervento psicoeducativo ) in modo tale da avere il massimo dei risultati.

Infatti; com’è stato detto sopra, nonostante l’intervento cognitivo comportamentale abbia registrato importanti risultati nei comportamenti problema dei soggetti ADHD e nell’autostima dei genitori, esso non produce effetti di particolare importanza nei confronti dell’inattenzione, dell’iperattività e dell’impulsività.

“Tutto questo è stato oggetto di un importante studio condotto dal National Institute of Mental Health ( NIMH ) negli Stati Uniti.

Questo studio ha confrontato, su un totale di 579 bambini con DDAI di età compresa tra i 7 e i 9 anni, l’efficacia del trattamento psicoeducativo e comportamentale intensivo (parent training prolungato manualizzato/predefinito, modificazione del comportamento e training sulle abilità sociali per i bambini, training e supervisione per gli insegnanti),del trattamento esclusivamente farmacologico, dell’intervento combinato farmacologico e psicoeducativo, confrontandoli con un trattamento di routine, usato come gruppo di confronto (Richter et al., 1995; MTA, 1999a; 1999b).

Le prime tre modalità terapeutiche sono state effettuate in maniera rigorosa presso centri universitari specializzati, con controlli clinici settimanali o mensili.

Il trattamento di routine effettuato presso le strutture territoriali ha compreso nei due terzi dei casi l’uso di farmaci, in genere psicostimolanti, consigli ai genitori e agli insegnanti, con visite ogni tre o quattro mesi.

Dopo 14 mesi i quattro gruppi risultavano migliorati; la terapia farmacologia e quella combinata risultavano più efficaci dell’intervento psicoeducativo intensivo senza farmaci o del trattamento di routine.

Inoltre non era presente alcuna differenza significativa fra il trattamento esclusivamente farmacologico e quello combinato. Quest’ultimo risultava moderatamente più efficace nei bambini con DDAI e disturbi d’ansia associati.

Un’analisi alternativa dei risultati ha misurato le percentuali di bambini che, trattati con le diverse modalità, risultano clinicamente indistinguibili dai bambini senza DDAI (25% nel trattamento di routine, 34% nell’intervento psicoeducativo e comportamentale intensivo, 55% nell’intervento farmacologico e 67% nell’intervento combinato; Conners et al., 2001).”

Dallo studio si evince chiaramente che: ogni intervento terapeutico deve essere necessariamente studiato ad hoc per il bambino dopo un accurata valutazione diagnostica e con costanti visite di controllo.

La terapia farmacologica risulta essere un’ importante risorsa da sfruttare esclusivamente nei casi in cui il solo trattamento psicoeducativo non è sufficiente; la combinazione dei due trattamenti assicura risultati più efficaci in quanto:migliora l’autostima dei genitori, migliorala capacità relazionale del bambino con adulti e gruppo dei pari e permetto un ridotto utilizzo dei farmaci.

Nonostante questi aspetti lo studio mette in evidenza che il trattamento combinato rivolto ai sintomi principali del disturbo ( disattenzione, iperattività, impulsività ) risulta avere la stessa efficacia di quello esclusivamente farmacologico per cui, quando quest’ultimo viene individuato come “trattamento di prima scelta e risulti efficace, l’aggiunta di un intervento cognitivo-comportamentale intensivo per quei disturbi eventualmente associati quali i disturbi della condotta, dell’apprendimento e per i problemi di interazione sociale, non dovrebbe essere considerato un trattamento di routine, ma focalizzato a raggiungere specifici obiettivi, in casi selezionati (Santosh e Taylor, 2000).”

SINPIA Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza, Linee guida per il DDAI e i DSA, Diagnosi e interventi per il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Trento, Erikson 2006

Dott. Andrea Atzeni Cagliari SOS ADHD