Adhd deficit di Attenzione ed Iperattività: Intervento Psicoeducativo

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Adhd Intervento Psicologico

Per quanto concerne l’intervento psicopedagogico è risaputo il fatto che occorre strutturare gli interventi ad hoc, considerando che ogni bambino ha delle caratteristiche proprie, dei punti di forza e dei punti di debolezza dai quali è impossibile prescindere.

Nonostante ciò i bambini ADHD sono accomunati da una serie di prerogative che ci portano a prendere in considerazione delle linee guida presenti in letteratura.

Considerando infatti qual è il “funzionamento” dei bambini con ADHD “appare evidente come un intervento psicoeducativo debba basarsi su tecniche comportamentali e cognitivo- comportamentali messe in atto sia in situazioni di gioco che in attività di tipo scolastico, focalizzate su:
a)    Problem solving: riconoscere il problema generare soluzioni alternative, pianificare la procedura per risolvere il problema.
b)    Autoistruzioni verbali: al fine di acquisire un dialogo interno che guidi alla soluzione delle situazioni problematiche.
c)    Stress inoculation training: ovvero indurre il ragazzo ad autosservare le proprie esperienze ed emozioni; soprattutto in coincidenza di eventi stressanti e, successivamente, aiutarlo ad esprimere una serie di risposte alternative adeguate al contesto .

L’acquisizione di queste risposte dovrà sostituire gli atteggiamenti impulsivi e aggressivi. 

L’approccio cognitivo-comportamentale è l’atteggiamento psicoeducativo che registra maggiori risultati ma presenta alcune lacune.

Esso è molto utile dal momento in cui migliora l’autostima soprattutto del genitore ma non è efficace nel miglioramento dell’inattenzione, dell’impulsività e dell’iperattività.

Ciò mette in luce come a tutt’oggi non si sia ancora trovata una strategia educativa meramente efficace nei confronti dei bambini con ADHD (dal Convegno la Testa Altrove).


Le tecniche cognitivo-comportamentali oggi vengono utilizzate da teorici di ogni formazione e, se vengono applicate correttamente (tenendo conto delle specificità di ogni singolo caso), potrebbero avere dei buoni risultati sul comportamento del bambino.


Le tecniche esclusivamente comportamentali si basano tutte sul costrutto proveniente dalla scuola comportamentista e prevedono diverse procedure delle quali bisogna tener conto.

Cesare Cornoldi e coll.  ci forniscono una serie di punti sui quali strutturare il nostro intervento:
•    fare una scelta accurata di quali siano i comportamenti inadeguati attuati dal bambino che richiedano un intervento a causa della loro frequenza di rilevanza;
•    a tal fine, condurre numerose e sistematiche osservazioni del bambino definendo possibilmente antecedenti e conseguenze della condotta dell’alunno ed evidenziando lo scopo della sua azione;
•    porsi nell’ottica di incrementare la comparsa dei comportamenti corretti piuttosto che far decrescere la frequenza dei comportamenti inadeguati;
•    includere nella pianificazione anche obbiettivi didattici e non solo comportamentali (al fine di limitare il ritardo nelle acquisizioni che spesso caratterizza il curricolo di questi bambini;
•    fare attenzione a pianificare un intervento prendendo in considerazione comportamenti legati a momenti scatenanti;
•    usare l’anticipazione, ricordando al bambino, prima delle attività, quale comportamento gli viene richiesto e quale gratificazione potrebbe conseguire con una condotta adeguata.

All’interno di queste dinamiche educative è necessario considerare la gratificazione come un’importante strategia nelle nostre mani, utile al conseguimento di comportamenti adeguati.

Affinché il suo utilizzo sia adeguato, è necessario innanzitutto scegliere qual è il comportamento da modificare e farlo presente anche al bambino in modo tale che anche lui sappia cosa gli viene chiesto.

È̀ importante conoscere al meglio il bambino per capire cosa potrebbe essere oggetto di gratificazione (non tutti troviamo gratificazione nelle cose materiali., a volte un elogio o una lode sono molto più gratificanti per noi e lo stesso discorso può valere per i bambini con ADHD); è importante evitare le false gratificazioni stando attenti, durante un elogio o una lode, anche ai messaggi non verbali che lasciamo trasparire.

La gratificazione è importante per rafforzare la dimensione emotiva dei bambini ADHD che molte volte si presenta problematica a causa dei bassi livelli di autostima.

L’autostima può essere un problema per le persone di tutte le età, ma può esserlo in misura  maggiore per un bambino con ADHD perché:
•    Il bambino con ADHD solitamente riceve un numero maggiore di richiami (sei cattivo! È sempre colpa tua!) e meno complimenti rispetto ai coetanei.
•    Il bambino può creare un’opinione negativa di se stesso anche nelle relazioni con i pari, in quanto ai suoi occhi ricevono un maggior numero di feedback positivi rispetto a quanti non ne possa ricevere lui stesso
•     Essere incapace di controllare determinati comportamenti può indurre il bambino a sentirsi inferiore rispetto agli altri, come quando non riesce a rimanere seduto nel momento in cui l’insegnante gli ha detto di stare fermo al suo posto
•     Alcuni bambini sentono di non corrispondere alle aspettative dei genitori e questo potrebbe comportare un senso di fallimento a casa e/o a scuola, come quando si ricevono dei voti insufficienti
•     Gli insuccessi nelle situazioni sociali, tra cui le difficoltà nel fare amicizie e soprattutto nel mantenerle, possono rinforzare l’immagine negativa che un bambino ha costruito di se stesso
•    Il bambino con ADHD tende a vedersi in base agli avvenimenti più recenti della sua vita piuttosto che in funzione dell’immagine di sé che si è costruito nel tempo. Per esempio, se recentemente ha avuto dei problemi, può sentirsi male e non ricordare gli eventi precedenti che erano positivi.


Nonostante tutti questi accorgimenti e la grande disponibilità di materiali in circolazione, per quando riguarda l’ADHD, vi sono notevoli difficoltà nella gestione dei comportamenti problema a causa dell’imprevedibilità di quest’ultimi.

Durante l’orario scolastico il comportamento del bambino o adolescente con ADHD può essere problematico ma si parla sempre di un setting strutturato nel quale è più agevole intervenire.

A casa e fuori gli stimoli ai quali è sottoposto un individuo sono nettamente superiori e con essi anche il manifestarsi di problematiche pericolose per  il bambino ma anche per le persone che lo circondano.

Da qui l’importanza degli interventi e la tempestività attraverso i quali essi debbono essere attuati.

Dott. Andrea Atzeni SOS ADHD Cagliari