Adhd deficit di attenzione ed iperattività: Fase della diagnosi

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Adhd diagnosi

La fase diagnostica dunque si articola in diversi step:  il primo, che può effettuarsi a seguito di una richiesta da parte dei genitori, consiste nella somministrazione di un questionario ai genitori e agli insegnanti.

 

Dall’esito del questionario verrà poi richiesto o meno un approfondimento diagnostico.

Qualora i due questionari risultino positivi, costituiscono una base per il sospetto di ADHD e impongono, quindi, l’attenta visita di uno specialista in grado di definire la diagnosi.


Ma prima di giungere presso centri specialistici nella patologia neuropsichiatrica, una tappa immancabile è costituita dalla consultazione con il pediatra del bambino.

Si tratta di una figura fondamentale dal momento che conosce il bambino e la sua famiglia.

Costituisce pertanto un riferimento costante per i genitori con i quali instaura un rapporto di fiducia, segue il bambino spesso per molti anni e viene coinvolto in tutto ciò che riguarda il suo benessere generale.

Egli ha la possibilità di identificare i segni precoci della sindrome e di avviare un percorso diagnostico e terapeutico, insieme al servizio di neuropsichiatria.

Può inoltre affiancare i genitori e gli insegnanti, spesso frustrati e a disagio, prima e durante l’iter diagnostico, terapeutico e riabilitativo. Il pediatra deve essere, in altre parole, un alleato della famiglia.


In genere, un genitore si rivolge al pediatra del bambino per cercare un aiuto per contenere il comportamento del proprio figlio. Lo descrive come irruente, incontenibile, talvolta oppositivo e insopportabile, in una parola ingestibile.

Il medico, durante la visita, deve trovare il tempo per indagare la presenza di eventuali problemi psicosociali del bambino.

Risultano utili le domande proposte dall’American Academy of Pediatrics (AAP, 2000), da formulare ai genitori di bambini che frequentano la scuola elementare e media.


Nel DSM 5 l’ADHD viene collocato fra i disturbi neuroevolutivi ( neurodevelopmental ) e non fra i disturbi del comportamento rafforzando così ‹‹ l’ipotesi che per aiutare il soggetto con ADHD, occorre tener conto della sua specificità cognitivo-neuropsicologica ››. 

Vengono comunque mantenute le tre categorie (Disattenzione, iperattività, impulsività). Di seguito i criteri diagnostici del DSM V

Dott. Andrea Atzeni SOS ADHD CAGLIARI